Il Bizayun, il disprezzo, insegna la tradizione, è più grave persino dell'omicidio d'impulso, perché è un atteggiamento continuativo, strutturale, che impedisce la Teshuvà: chi disprezza non riconosce il valore di ciò che offende.
Prima ancora di arrivare alle spie, vale la pena fermarsi su un paradosso doloroso: questo popolo ha attraversato il mare a piedi asciutti, ha mangiato il pane del cielo, ha sentito la voce di Dio al Sinai. E adesso: lamento, noia, sfiducia.
Come si dimentica così in fretta? La domanda non è retorica. È la stessa domanda che ciascuno di noi può rivolgere a sé stesso nei momenti di grigiore interiore...