Non abbiamo bisogno di essere assolti dal mondo. A Kippur chiediamo il perdono di HaShem. Non abbiamo bisogno di modellare la nostra identità sull'ideologia del momento. Abbiamo la Torah. E non abbiamo bisogno di conquistare l'approvazione delle nazioni per sapere chi siamo. Abbiamo gli uni gli altri.
È la mitzvah che mi mette più a nudo: tocca il punto più fragile di me, la figlia che sono stata e che sono ancora, davanti a chi mi ha dato la vita e davanti a Chi, prima di ogni padre e ogni madre, mi ha dato l'anima, la possibilità di esistere.