La parola korban (קָרְבָּן) deriva da karov — vicino, il sacrificio, allora, non è perdita, ma movimento. Non è privazione, ma avvicinamento.
Non si tratta semplicemente di offrire qualcosa. Si tratta di rispondere a una chiamata.
Ed è proprio in questo contesto che la Torah dice:“Adam ki yakriv mikem korban…” — “Quando un uomo offrirà da voi un sacrificio” (Va-Icrà/Levitico 1:2).
Quella parola, mikem (מִכֶּם) — “da voi” — diventa il centro di tutto.
la dignità della verità, la potenza della vita che si è confrontata con la morte, con rispetto e dolore, senza voltare la faccia dall’altra parte. Il pollaio televisivo non ha potuto oscurare la forza di Eyal ed è questo che li ha fatti letteralmente uscire di testa.